Stakeholders-oriented approach, responsabilità degli amministratori e strumenti di corporate governance.

Pubblicazioni Societario

Nell’ambito dello «European Green Deal» (il piano d’azione europeo sulla sostenibilità), la Commissione Europea ha di recente avviato una serie di iniziative propedeutiche all’elaborazione a livello comunitario di proposte legislative in materia sostenibilità ‘industriale’ e responsabilità sociale d’impresa. Tra queste, merita una particolare attenzione lo «Study on directors’ duties and sustainable corporate governance», svolto da una nota società di consulenza su incarico della stessa CE, nel quale si sono evidenziate le criticità insite nella tendenza delle imprese a concentrarsi sulla massimizzazione del valore nel breve termine, a discapito della sostenibilità economica, ambientale e sociale nel lungo periodo; sulla base di tali rilievi la Commissione ha indetto due consultazioni pubbliche (v. “Stakeholder Consultation on the Renewed Sustainable Finance”, conclusasi il 15 luglio 2020, e “Consultation on Sustainable Corporate Governance”, conclusasi lo scorso 8 febbraio 2021) atte a raccogliere le opinioni di cittadini e operatori professionali su vari profili in materia di finanza e corporate governance sostenibili, tra i quali figurava anche l’ipotesi esplicita di prevedere in capo agli amministratori di società dei veri e propri doveri giuridici di agire in conformità alle istanze compendiate nelle formule di «corporate social responsibility» (CSR) e «environmental, social and governance» (ESG).

Il chiaro indirizzo programmatico che informa tali iniziative politico-economiche è stato d’altra parte espresso anche sulle sponde opposte dell’atlantico, laddove in maniera meno istituzionale, ma con un’eco mediatica forse maggiore, la Business Roundtable – la nota associazione che raggruppa i ceo delle più grandi corporations statunitensi (Amazon, Apple, Microsoft, Goldman Sachs e BlackRock, per citarne solo alcune) – nell’agosto del 2019 ha pubblicato una solenne dichiarazione d’impegno a promuovere e perseguire un’economia sostenibile a beneficio di tutta la ‘comunità’, e non soltanto dei propri azionisti. Così, 181 firme hanno riformato la grammatica dell’attività imprenditoriale capitalistica, proclamando il ‘regno’ dello «stakeholders’ value» e abiurando esplicitamente la dottrina della «shareholders’ primacy»: una sorta di «the King is dead, long live the King!» targato ventunesimo secolo.
Questi sono solo alcuni degli esempi che testimoniamo un avviato processo culturale, che mira a sdoganare nuove forme di sensibilità verso impegno sociale e sostenibilità; un «capitalismo responsabile» (com’è stato definito da qualcuno), che si ripropone di riabilitare i modelli economico-produttivi disinnescandone l’esasperata propensione al solo guadagno. Finanza sostenibile, fondi d’investimento «ESG-oriented» e green economy hanno così fatto la loro comparsa nel dibattito e nelle cronache di tutti i giorni. Quasi sempre immancabile, nei vari contributi che compaiono sui quotidiani, il riferimento a Milton Friedman e al suo articolo «A Friedman Doctrine: The Social Responsibility of Business is to Increase Its Profits», pubblicato sul New York Times nel settembre 1970, che viene spesso presentato come manifesto di un (nefasto) capitalismo iper-liberista rispetto al quale, invece, le nuove istanze di un’economia più responsabile irrompono come una sorta di rivincita ideologica.

Si tratta, in realtà, di una lettura piuttosto riduttiva ed errata, che dimostra – come denunciato dalla dottrina (A. EDMANS, What stakeholder capitalism can learn from Milton Friedman, in ProMarket, Stigler Center at the University of Chicago School of Business, 10 settembre 2020; L. ENRIQUES, Missing in Friedman’s shareholder value maximization credo: the shareholders, in Oxford Business Law Blog, 25 settembre 2020) – come a tutt’oggi l’articolo di Friedman venga largamente frainteso e spesso citato a sproposito. L’autore, infatti, non disconosce che da atteggiamenti virtuosi in favore della ‘comunità’ possano derivare benefici anche per l’impresa capitalistica; anzi: è il primo ad ammetterlo esplicitamente, così escludendo che vi sia una necessaria alterità tra solidarietà, da un lato, e «profit-maximizing behaviors», dall’altro. Ciò che invece contesta è che il perseguimento di questi fini possa essere imposto agli amministratori – diciamo – per legge, perché un approccio in questo senso si rivelerebbe politicamente pericoloso, per vari motivi (in parte già esposti nel suo precedente Capitalism and Freedom, Chicago, 1962, 119 ss.). La critica di Friedman si pone, dunque, non tanto sul piano del merito, o dei contenuti, ma su quello del metodo.

[ continua … ]

L’articolo a cura di Giovanni Gerbini è stato pubblicato sulla rivista Il Societario. Per continuare a leggere clicca qui.

Edoardo Ricci Avvocati tra i migliori studi legali del 2021, secondo Statista e Il Sole 24 Ore

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Lo Studio è stato selezionato tra i migliori studi legali dell’anno 2021, nell’ambito dell’indagine curata per Il Sole 24 Ore da Statista, società che gestisce uno dei principali portali di statistica e business intelligence al mondo.

L’indagine è il risultato di una procedura di ricerca e analisi svolta sulla base delle segnalazioni provenienti da altri avvocati, da giuristi di impresa e dai clienti.

Lo Studio e tutti i suoi professionisti ringraziano i colleghi, i professionisti del settore e tutti i clienti che hanno voluto testimoniare l’eccellenza del lavoro che perseguiamo ogni giorno, con passione ed impegno.

Edoardo Ricci Avvocati tra i migliori studi legali corporate 2021 secondo Milano Finanza

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Edoardo Ricci Avvocati è stato selezionato tra i migliori studi legali corporate italiani del 2021, nelle aree del diritto commerciale e societario, nelle operazioni straordinarie di M&A, nel dispute resolution e nell’ IP/IT.

Menzione speciale per i partner Niccolò Nisivoccia e Matteo Spataro, oltre che per i partner Roberto Marinoni e Veronica Cascavilla, nel dispute resolution, e Gabriele Prenna nel regulatory & compliance.

L’indagine è stata condotta da Class Editori, casa editrice leader nell’informazione finanziaria e titolare, tra le altre, della nota testata “Milano Finanza”, sulla base di un algoritmo fondato su parametri scientifici riguardanti il numero dei professionisti, la tipologia dei clienti, la specializzazione, gli incarichi ricevuti e i risultati ottenuti e documentati con un’analisi incrociata dei dati.

Questione di fiducia: il trust nel passaggio generazionale e nelle dinamiche familiari

Gestione patrimoniale e passaggio generazionale

Veronica Cascavilla, partner dello Studio, è stata intervistata da Private, magazine di private banking e wealth management, in merito alle possibilità di impiego dello strumento del trust nella gestione patrimoniale in ambito familiare.

L’istituto di origine anglosassone si presta a molteplici modalità di utilizzo in considerazione degli effetti segregativi e di tutela che permette di realizzare a livello patrimoniale. Costituisce, ad esempio, un efficace veicolo di trasmissione della ricchezza, specialmente nel momento del passaggio generazionale dell’azienda di famiglia, spesso sottovalutato nel mondo imprenditoriale. Ma non solo: il trust si offre anche come utile strumento nella gestione e definizione dei rapporti coniugali in sede di separazione o divorzio, soprattutto perché consente di disciplinare le questioni di natura patrimoniale a ciò connesse, così evitando in via preventiva i tipici – ed assai frequenti – rischi di inadempimento rispetto agli obblighi di mantenimento.

Per saperne di più, scarica l’estratto dell’edizione di gennaio 2021 di Private!

Lo Studio Edoardo Ricci Avvocati premiato come “Boutique di Eccellenza dell’Anno” nel Diritto Fallimentare e della Crisi d’Impresa

Crisi d'impresa News Societario

Siamo felici e orgogliosi di annunciare che lo Studio ha vinto il premio Le Fonti Awards X edizione nella categoria “Diritto Societario”, riconfermandosi ancora una volta Boutique di Eccellenza dell’Anno nel Diritto Fallimentare e della Crisi d’Impresa.

Il premio è stato conferito “per l’eccellenza che distingue lo Studio legale in ogni sfaccettatura del suo operato, in particolare, per la capacità di gestire con maestria i processi fallimentari, accreditandosi quale punto di riferimento qualificato per il mercato nella fase dell’insolvenza e della crisi di impresa”.

E’ possibile rivedere il momento della premiazione al seguente link.

Un sentito ringraziamento ai clienti, colleghi e professionisti del settore per il riconoscimento ricevuto!

Figlio maggiorenne con contratto a tempo determinato: sì al mantenimento

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Con l’ordinanza del 14 settembre 2020, n. 19077, la Corte di Cassazione è tornata ad affrontare la questione relativa all’obbligo di mantenimento del figlio maggiorenne da parte dei genitori.

In particolare, la Sesta Sezione della Suprema Corte ha affermato il principio secondo cui “non può essere revocato il mantenimento al figlio – precedentemente disposto a carico di un coniuge in sede di separazione o divorzio – se emerge dalle risultanze istruttorie che non ha raggiunto in pieno l’autonomia economica”. Va dunque rimarcato il diritto del figlio a mantenere “un tenore di vita corrispondente alle risorse economiche della famiglia e, per quanto possibile, analogo a quello goduto in precedenza”.

Veronica Cascavilla, partner dello Studio e responsabile dell’area di diritto della famiglia e della persona, ha commentato la recente pronuncia per Altalex, noto portale online di informazione giuridica.

L’articolo è disponibile al seguente link.

“La rinascita del debitore. Le regole sul sovraindebitamento per risolvere le crisi”. La nuova monografia, ed. Sole 24 Ore, di Niccolò Nisivoccia

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“Il diritto non è che un modo per rispondere alle esigenze di una società. E se la fragilità è uno degli elementi caratterizzanti di una comunità, il diritto non può che prenderne atto e studiare rimedi per limitarne le conseguenze negative”.

Con queste parole, Jean Marie Del Bo, Vicedirettore del Sole 24Ore, introduce la nuova monografia di Niccolò Nisivoccia, partner dello Studio, pubblicata il 24 ottobre ’20 (ed. Sole 24Ore), in tema di sovraindebitamento e procedure di risoluzione della crisi.

Alla base del libro, la riflessione per cui mediante l’introduzione degli istituti in questione il diritto abbia finalmente proiettato le difficoltà economiche del privato cittadino e del piccolo imprenditore da una dimensione puramente individuale a quella di un fenomeno sociale da disciplinare giuridicamente.

Il libro è disponibile, anche in formato digitale, sul sito: https://www.shopping24.ilsole24ore.com.

Edoardo Ricci nel lancio di PromoRE

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Lo Studio ha assistito l’agenzia immobiliare RE/MAX ed il concept store Presso© nel lancio della joint venture di platform economy PromoRE S.r.l..

Il team guidato dal partner Matteo Spataro e composto da Valentina Gismondi e Giovanni Gerbini ha curato gli aspetti societari e di governance nella fase di costituzione della start up nonché la predisposizione della contrattualistica commerciale della società.

PromoRE è la start up di prop-tech a sviluppare la prima piattaforma in Europa che collega domanda ed offerta nel cosiddetto sistema-casa, ossia gli acquirenti di immobili con l’industria dei beni e servizi ad essi destinati, quali arredo, illuminazione, completamento, elettrodomestici, elettronica, home entertainment e multy-utility.

Edoardo Ricci con Mdf Italia-Acerbis per il progetto Storet di Nanda Vigo

Diritto Civile News

Lo Studio, con il partner Matteo Spataro, ha assistito Mdf Italia – Acerbis nella definizione dei profili successori e di tutela della proprietà intellettuale nell’ambito della rieditazione del progetto di mobili d’arredo “Storet” disegnati dall’architetto, nota artista e designer, Nanda Vigo.

Mdf Italia è un’impresa di design, progettazione e produzione di mobili e complementi d’arredo, che fa capo alla holding della famiglia Cassina, che nel 2019 ha acquistato il marchio Acerbis.